Vuoi saperne di più sulla Carinzia come sede d’impresa?
Imprenditori, fondatori e investitori trovano altre storie interessanti sulla Carinzia nell’opuscolo dedicato alla regione come sede d’impresa. Saremo molto lieti di ricevere le tue richieste.
La Carinzia ama le persone con idee innovative e i fondatori e le fondatrici coraggiosi/e con una
visione per il mondo di domani. Per questo motivo il Land sostiene le start-up e i giovani imprenditori e
imprenditrici dalla fase iniziale fino all’avviamento con finanziamenti e supporto personale.
Senza burocrazia e senza complicazioni.
Nel Land più meridionale dell’Austria le start-up, in particolare quelle basate sulla conoscenza e a contenuto tecnologico, sono a casa propria. Perché qui hanno successo e si sentono così a loro agio? Le ragioni sono molteplici:
L’idea c’è, ma come si fa a trasformarla in modello di business e in successo? In Carinzia, diverse organizzazioni forniscono orientamento e supporto. Il “Kärnten Gründungsnetzwerk” offre approfondimenti aggiornati sui progetti innovativi di start-up della Carinzia e l’accesso alle risorse dei principali stakeholder. Coach professionisti di build! Gründerzentrum accompagnano passo dopo passo fondatori e fondatrici motivati/e.
© Johannes Puch
Per quanto buona sia l’idea imprenditoriale, è difficile realizzarla senza capitali. Che si tratti di crowdfunding, di business angels e venture capital o di sovvenzioni, le opportunità sono molteplici e il panorama dei finanziamenti austriaci è notevole rispetto agli standard europei. L’agenzia di finanziamento più importante in Carinzia è il Fondo per la promozione economica della Carinzia (KWF). Un esempio: il programma “vor.GRÜNDEN” sostiene giovani fondatori e fondatrici per nove mesi, affinché possano concentrarsi completamente sul loro “bambino”.
Monte Nero Productions
In Carinzia le start-up possono contare su un buon vicinato. L’ecosistema di start-up comprende gruppi industriali internazionali come Infineon, il centro di ricerca all’avanguardia Silicon Austria Labs e il polo tecnologico Lakeside Park. Anche la posizione è ideale: i collegamenti rapidi nell’intera regione Alpe-Adria consentono un accesso ottimale al mercato e un lavoro internazionale.
© Michael Stabentheiner
Le nuove idee hanno bisogno di un ambiente stimolante. Negli spazi di coworking, i fondatori e le fondatrici non solo condividono lo spazio, ma entrano anche in contatto. Nel Makerspace Carinthia, un mix di laboratorio e spazio di lavoro, nascono prototipi, collaborazioni e talvolta anche amicizie. E per chi ha bisogno di aria fresca e di una bella vista per lavorare: sulla Businessbeach, direttamente sul lago Wörthersee, sono a disposizione Wi-Fi, presa di corrente e armadietto personale: non resta che tuffarsi in acqua!
Tinefoto
La Carinzia è piccola, ma proprio questo può rappresentare un vantaggio per le start-up. Iter brevi, contatti diretti con il mondo dell’industria e della ricerca, assistenza personalizzata e reti solide rendono questa regione particolarmente interessante soprattutto per le start-up a orientamento tecnologico. Martin Trink, Amministratore delegato di build! Gründungszentrums Kärnten spiega in un’intervista perché la Carinzia non sia in competizione con Berlino o Londra, quali siano i punti di forza specifici della regione e perché le start-up siano fondamentali per il futuro di questa realtà economica.
Martin Trink, Amministratore delegato di build! Gründungszentrum
Carinzia.com: Signor Trink, quando si parla di sedi per le start-up, molti pensano innanzitutto a Berlino, Londra o Barcellona. Perché vale la pena tenere d’occhio anche la Carinzia?
Martin Trink: Io stesso non provengo direttamente dall’ecosistema della Carinzia e ho maturato esperienze in diverse regioni, da Vienna a Berlino. Per questo motivo credo di riuscire a dare una valutazione piuttosto affidabile. I servizi offerti in Carinzia sono davvero di altissimo livello e decisamente competitivi rispetto a quelli di altre regioni, in alcuni casi addirittura superiori.
Ciò che rende speciale la Carinzia è la possibilità di godere di un accesso molto più diretto a qualsiasi cosa. Anziché una competizione, c’è un supporto molto personalizzato. Questo è possibile perché siamo una piccola regione e lavoriamo in modo molto ben coordinato. Nei grandi hub, spesso innumerevoli start-up competono contemporaneamente per attirare l’attenzione. In Carinzia le cose vanno diversamente. Creiamo canali di accesso diretti all’industria, alle infrastrutture di ricerca e ai decisori. Potrebbe trattarsi di un contatto diretto con Infineon oppure all’interno del Lake Side Science & Technology Park. Questi percorsi sono molto diretti.
A ciò si aggiunge il fatto che qui il capitale, gli incentivi e le infrastrutture si integrano bene tra loro. Quando qualcuno viene ammesso a un programma e porta a termine con successo le fasi successive, spesso riceve anche il sostegno adeguato per la fase che segue. A mio avviso, questa integrazione rappresenta un grande punto di forza. E, naturalmente, anche la qualità della vita ha la sua importanza. La Carinzia è una regione davvero incantevole, con costi nettamente inferiori rispetto a molti grandi centri per le start-up. La Carinzia non può sostituire i grandi hub. Ma siamo un luogo in cui è possibile avviare una start-up in modo efficiente, con un accesso immediato alle risorse giuste.
Per quali start-up la Carinzia risulta particolarmente interessante?
Trink: Dipende molto dalle esigenze specifiche di un’azienda. A Berlino o a Londra ho ovviamente a disposizione un vastissimo bacino di talenti. D’altra parte, lì si registra spesso un elevato turnover. Ci sono quindi vantaggi e svantaggi ovunque. Gli imprenditori e le imprenditrici devono chiedersi quali siano i fattori chiave per la loro crescita.
La Carinzia eccelle in particolare nel passaggio dalla ricerca applicata allo sviluppo di prototipi e infine alla produzione in serie. È proprio in questa fase di transizione dall’idea alla pratica che diamo il meglio di noi. Se si vuole produrre al minor costo possibile, la Carinzia probabilmente non è il luogo adatto per l’intera catena del valore. Tuttavia, per quanto riguarda lo sviluppo, la ricerca e le prime fasi di realizzazione, questa regione può rivelarsi molto interessante. La Carinzia è molto competitiva soprattutto nelle fasi iniziali di una start-up, perché molte cose funzionano in modo più semplice e diretto.
Come è strutturato l’ecosistema delle start-up in Carinzia e quale ruolo svolge build!?
Trink: La Carinzia mette a disposizione un’eccellente gamma di servizi di assistenza. Sono disponibili finanziamenti, eventi, coaching, consulenze individuali e infrastrutture interessanti come il Makerspace, i Silicon Austria Labs o le infrastrutture di ricerca dell’Università di Klagenfurt e dell’Università di Scienze Applicate della Carinzia.
build! ha pertanto due compiti: da un lato, accompagniamo le start-up dalla fase di ideazione alla costituzione, fino alla prima fase di crescita. A tal fine disponiamo di diversi programmi e offriamo supporto a lungo termine. Dall’altro, siamo una piattaforma all’interno dell’ecosistema. Mettiamo in contatto le start-up con gli enti giusti e apriamo loro nuove opportunità. Sappiamo molto bene quali offerte siano disponibili e quale tipo di sostegno sia più adatto a ciascun progetto.
È proprio così che nasce il suo ruolo di punto di riferimento nell’ecosistema della Carinzia. Da sola, build! non sarebbe in grado di coprire questo ampio portafoglio di servizi. La collaborazione fa sì che tutto funzioni al meglio.
Quali incentivi e forme di sostegno sono disponibili per le start-up in Carinzia?
Trink: Ciò di cui hanno bisogno gli imprenditori e le imprenditrici sono risorse finanziarie, strumenti per lo sviluppo e know-how. In Carinzia sono disponibili sovvenzioni fino a 200.000 euro e possibilità di finanziamento fino a circa 500.000 euro. A ciò si aggiunge l’accesso alle infrastrutture, ad esempio tramite l’Università di Klagenfurt, l’Università di Scienze Applicate della Carinzia o i Makerspace. E poi, naturalmente, l’assistenza e il networking offerti da build!. Credo che il nostro punto di forza risieda soprattutto nella fase iniziale. Già nella fase di ideazione, in Carinzia le start-up possono avvalersi di molteplici servizi di supporto.
Ad essi si aggiungono settori tecnologici specifici in cui la Carinzia eccelle. La microelettronica, la sensoristica, i sistemi autonomi, la robotica o le tecnologie dei droni ne sono alcuni esempi. Grazie alla collaborazione con aziende ed enti di ricerca come Infineon, Silicon Austria Labs o il Drone Hub, si aprono opportunità molto concrete per applicare le tecnologie nella pratica. Proprio in questo consiste il nostro supporto.
Cosa vi raccontano gli imprenditori e le imprenditrici? Perché scelgono la Carinzia?
Trink: Il feedback più ricorrente riguarda il supporto personalizzato. Qui non sei solo un numero, ma conti davvero. Non è solo un aspetto positivo, bensì un vero e proprio fattore di successo. In questo modo, infatti, gli imprenditori e le imprenditrici possono entrare più rapidamente in contatto con le persone giuste, con il mondo dell’industria o della ricerca.
Forniamo inoltre supporto operativo in materia di finanziamenti e aiutiamo a integrarli in modo mirato nella strategia complessiva. Le start-up riescono così a passare più rapidamente alla fase operativa e spesso anche a generare i primi ricavi in tempi più brevi. Ulteriori vantaggi sono costituiti dai costi inferiori, ma anche dall’elevatissima qualità delle infrastrutture e delle strutture di ricerca.
Quali start-up carinziane esemplificano in modo particolarmente efficace il potenziale che si sta sviluppando in questa regione?
Trink: L’esempio più noto è sicuramente Bitmovin. Ha riscosso un successo di portata internazionale. Trovo molto interessante anche LoconIQ nel campo delle applicazioni industriali. E, al momento, anche NoxAvis sta suscitando molta attenzione. L’azienda sviluppa software di documentazione basati sull’intelligenza artificiale per gli interventi dei medici di pronto soccorso ed è stata fondata solo circa un anno fa. È proprio questa varietà a dimostrare il potenziale della regione: magari la Carinzia non conta moltissime start-up, ma in compenso vanta casi di respiro internazionale davvero interessanti.
Quale ruolo potranno svolgere in futuro le start-up per lo sviluppo economico della Carinzia?
Trink: Sono e saranno fondamentali. Credo che molte persone non si rendano affatto conto di quanto siano importanti le start-up per un polo economico. Se pensiamo a ciò con cui lavoriamo ogni giorno: Microsoft Teams un tempo era una start-up. Apple era una start-up. Lo stesso vale per Netflix, YouTube e TikTok.
Le start-up creano un numero di posti di lavoro superiore alla media nel settore della conoscenza e contribuiscono in modo significativo alla creazione di valore aggiunto. Allo stesso tempo, fanno confluire in un luogo nuove tecnologie e nuovi modi di pensare. Questo comporta nel lungo termine un cambiamento degli spazi economici nel segno dell’innovazione. Perciò sono fermamente convinto che senza le start-up non possa esistere un polo economico di successo e sostenibile.
Cosa la entusiasma personalmente nel lavorare con le imprenditrici e gli imprenditori?
Trink: Anch’io ho fondato a suo tempo una start-up e ne ho vissuto tutti gli alti e bassi. Aiutare gli altri è per me la motivazione più grande. Inoltre, il lavoro è incredibilmente vario. Consente di entrare in contatto ben presto con le nuove tecnologie, di conoscere i mercati e gli sviluppi, spesso molto prima che diventino di dominio pubblico. E, naturalmente, è bellissimo vedere che un progetto funziona e cresce. È proprio questo che rende il lavoro così gratificante.